Partecipazione ed Esperienza sono le basi fondamentali per la fruizione della Cultura e sono determinanti nel processo di interazione, che, attraverso l’Innovazione, può essere l’inizio di un nuovo processo di sviluppo.

Le esperienze devono diventare oggi un’offerta economica, intese come eventi memorabili, seppur estemporanei, con l’obiettivo di coinvolgere a livello personale il “consumatore”, “vetrinizzando” e “spettacolarizzando” la propria offerta e il proprio prodotto.

“Acquistare accesso a un’Esperienza vissuta piacevole e significativa […] è diventato un modo di vita”. Siamo inseriti in un mondo fatto da spettacoli i cui protagonisti sono gli stessi “Consumatori”.

La maggior parte degli “attori commerciali” si pongono l’obiettivo di posizionare, o meglio fissare, nella mente del consumatore, il proprio brand, ma bisogna tenere in considerazione che il consumo è Esperienza e l’acquisto avviene per mezzo di stimoli percettivi, sensoriali ed emozionali.

Il consumatore non è solo un individuo razionale che, considerando costi e benefici, intraprende una scelta, ma attraverso il mercato costruisce la propria identità, per cui il suo fine è quello di vivere una molteplicità di esperienze diverse, corrispondenti ad identità diverse, a molteplici immagini di sé stesso.

La prospettiva esperienziale deve comprendere l’Esperienza di consumo in quanto relazione che si protrae nel tempo tra individuo e brand, poiché comporta un qualche livello di coinvolgimento emotivo del consumatore, che aumenta in modo direttamente proporzionale all’importanza attribuita al brand (o attività).

Il consumatore sente il bisogno di interagire con il Suo prodotto, ne deve essere coinvolto, deve comprenderlo ed esserne attratto.

Le caratteristiche del prodotto ed i fattori individuali interagiscono tra di loro, creando l’Esperienza di consumo, la quale finisce per essere più o meno coinvolgente ed è la ricerca d’intrattenimento che condiziona la percezione che il consumatore ha della sua Esperienza di consumo.

Non è la realtà delle esperienze vissute a fissare l’immagine di un brand nella mente del pubblico, ma l’Esperienza stessa tradotta in momenti fondamentali ed intensi e nell’impressione finale, che sia positiva o negativa. Creare esperienze fisiche ed emozionali è il successo di un brand.

La valorizzazione di un brand si verifica quando ad esso viene destinata un’adeguata comunicazione e formazione interna, quasi con la stessa dedizione usata per le campagne pubblicitarie e promozionali. Il brand è un apparato strategico per il successo di un’azienda: bisogna crearlo, rafforzarlo, supportarlo, rinnovarlo. La cura del brand implica una analisi profonda della Cultura dell’impresa e un suo eventuale cambiamento.

Oggi si trascura il vero significato di un “brand”, senza rendersi conto che questo è il connettore tra impresa e consumatore.

Le aziende devono improntare la fidelizzazione del brand nella memoria del consumatore, non solo attraverso video, promozioni (durante i quali emerge il confronto con un altro prodotto sul mercato), ma dando la possibilità di “vivere” con lo stile del brand.

Il Brand può essere visto come una variabile multidimensionale, in cui vi sono racchiusi aspetti distintivi, ma anche e soprattutto la Storia dell’Impresa.

Il brand è l’idea che il consumatore ha del prodotto e di questo

ne è l’anima

[da “La Cultura sviluppa il tuo Business…ArtExperience” a cura di Vittorio A.Dublino; Daniele Mangiapia; Giorgia Dublino]