• per essere ed essere visti bisogna sapersi narrare;
  • sapersi narrare implica non soltanto il sapersi narrare agli altri ma anche, e forse soprattutto, saper(si) narrare a se stessi;
  • tutti sappiamo narrare e narrarci nella vita quotidiana perché lo impariamo vivendo ma nessuno, senza specifiche esperienze acquisite attraverso lo studio o le esperienze professionali, sa costruire narrazioni in ambiti specifici che trascendano la vita quotidiana;
  • quando si è all’interno di un gruppo, di un’organizzazione, di una comunità è ancor più indispensabile sapersi narrare all’interno e all’esterno;

  • le narrazioni più coerenti, legittime e solide sono quelle in cui la narrazione interna e quella esterna coincidono e non divergono;
  • essere implica automaticamente essere narrati e, per questo, chi non sa narrarsi è soggetto alle narrazioni altrui;
  • narrare è molto più che comunicare;
  • comunicare è soltanto trasmettere moduli informativi a una via;
  • narrare è trasmettere non soltanto informazioni ma visioni e istruzioni per l’uso e, dunque, modalità per utilizzarle in modo dinamico in percorsi che, attraversando universi complessi, si snodano tra problematiche, alternative, soluzioni. 

[Narrativa d’impresa, M.Matrone, D. Pinardi]