Secondo alcuni studiosi Usa,

la componente razionale

è solo del 5%

“Un prodotto o un marchio che richiami memorie positive ha certamente più successo. Ma per raggiungere l’obiettivo bisogna innanzitutto considerare i diversi gusti culturali; o quelli di uomini e donne” [Fabio Babiloni].

Il neuro-marketing è la nuova frontiera della pubblicità: scopre le reazioni emotive dei consumatori di fronte alle immagini, capendo ciò che piace realmente. Risulta quindi necessario, fondamentale, creare emozioni… Alcune date vengono dimenticate, ma tutti, ad esempio, sanno dove si trovavano l’11 settembre 2001; ricerche dimostrano che molti ricordano anche particolari insignificanti, come che maglietta indossavano o la marca del gelato che gustavano.

La memoria umana è limitata ed è per questo che ha bisogno di stimoli per attivare l’emozione.